ALFONSO MONFARDINI

La spiccata attitudine per l’arte figurativa per Alfonso Monfardini, rivelata fin da bambino, emerge già negli anni in cui il giovane artista frequenta la scuola d’arte di Mantova dove si distingue soprattutto per i suoi bassorilievi. Grazie alla borsa di studio ricevuta nel 1908 dall’Istituto Giuseppe Fianchetti, frequenta l’Accademia “Cignaroli” di Verona nei due anni accademici successivi (1909-10 e 1910-11) ricevendo alla fine di ogni corso il premio di primo grado e diplomatosi scultore. Monfardini coltiva, tuttavia, anche la pittura che in seguito diverrà la sua attività preponderante: i rari paesaggi del 1913 attestano la sensibilità dell’artista – lungi da ogni schematismo – per Mantova e i suoi dintorni. L’esperienza simbolista astratta (1915) di quadri come “vortice” e “musica” – apprezzati da Boccioni – sono particolarmente significativi per l’ambiente culturale mantovano tendenzialmente chiuso e isolato dai fermenti europei. Monfardini ritorna presto pittore figurativo dipingendo i paesaggi friulani durante il primo conflitto mondiale, poi le amene rive di Torri del Benaco sul Garda e, infine ancora Mantova e i suoi laghi ritratti (povera gente, mendicanti) e nature morte. Poco sappiamo sui suoi procedimenti creativi: dipingeva dal vero, senza studi preparatori, tracciando al massimo piccoli pastelli sul posto. Monfardini concepisce il disegno come veloce annotazione o di memoria; ci ha lasciato, quindi, rare testimonianze grafiche anche perché – incurante del successo e della posterità – tante carte e dipinti si sono disperse con le cartelle. Resta ancora da indagare in che misura egli abbia influito sugli artisti coevi e sui giovani per i quali fu maestro ed amico (Luigi Somensari, Guido Resmi, Francesco Vaini), così come resta ancora – e a torto – sconosciuta la sua opera scultorea. È certo però che, a partire dalla Mostra Artistica Mantovana del 1915, la presenza di Monfardini alle mostre mantovane è costante e ininterrotta finche visse: espone – per citare solo qualche nome – alla IV Mostra d’Arte (1927) e alla Fiera d’Arte Mantovana (1928), alla Mostra Provinciale di Pittura e Scultura e alla Mostra Nazionale d’Arte Futuristica (1933), alla “Mostra dei Pittori, Scultori e Incisori Mantovani ‘800 e ‘900 (Palazzo Tè 1939), e numerose Sindacali e alla 1° e 2° Mostra Provinciale degli Artisti Indipendenti (1948 – 49), al “Premio Mantova” e alla Rassegna delle Arti Figurative Mantovane dall’Ottocento ad oggi (Casa del mantenga, 1961). La sua affermazione artistica però, non si limita alla città natale ma si espande a livello nazionale: basti pensare alla sua partecipazione alla XXV Biennale di Venezia (1950).

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