Chiesa San Faustino

In un lontano passato, la zona dell’Alto Lago era posto ideale per gli eremiti: era infatti selvaggia e poco abitata. Tra gli ospiti più famosi delle nostre montagne sono da ricordare S. Ercolano a Campione e i S.S. Benigno e Caro a Malcesine. Talvolta alcuni eremiti si riunivano e formavano dei Romitori, con spesso annessa una chiesetta. Quella dei S.S. Faustino e Giovita, un chilometro fuori Torri, è appunto una di queste: la troviamo già sicuramente nel XV° sec. ma alcuni la fanno risalire al secolo precedente. Conserva nell’ interno la tomba dell’eremita Pietro Malerba, (vedi personaggi illustri) morto nel 1469. la chiesa ebbe diversi proprietari, tra cui il vescovo di Brescia e il Seminario di Padova; attualmente appartiene agli eredi di Giacometti Angelo e Francesco che nel 1888 la fecero restaurare. Nell’interno si possono ammirare pregevoli affreschi del XV° sec. raffiguranti tra gli altri S. rocco, S. Sebastiano e una madonna con Bambino. Conserva all’interno, la tomba dell’eremita Pietro Malerba morto nel 1469, con sopra incisa la frase: “ Voce Malerba fu it, sed re difundit odores, ut flos candidior, quem paradisius habet. MCCCCLXIIII, die tercio decembris”. Traduzione dal latino: Si chiamò Malerba, ma sparse attorno a se profumi, come il fiore più candido che il paradiso possa produrre. 3 dicembre 1969.

Tratto da Torri del Benaco
di G. Vedovelli e M. Girardi 2° Ed. 1983

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